al via la conferenza di Varsavia sul clima

al via la conferenza di Varsavia sul clima

Si aprono oggi a Varsavia i lavori di COP19, la 19 Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il trattato nato nel 1992 con il compito di promuovere e implementare nuove politiche di limitazione delle emissioni di gas serra, considerate il principale fattore causale del cambiamento climatico dovuto alle attivit umane.

Sul tappeto ci sono ancora le decisioni da adottare per dare ulteriore applicazione al Protocollo di Kyoto del 1997, il primo documento a vincolare legalmente i paesi firmatari ad adottare politiche concrete per la limitazione delle emissioni di gas serra, in primo luogo di CO2. Negli 11 giorni di lavori del COP19, si cercher dunque di riprendere il filo del discorso iniziato a Durban, in Sudafrica, nel 2011, e proseguito a Doha, in Qatar nel 2012. Come si ricorder la conferenza di Durban si concluse, dopo due settimane di estenuanti trattative e di veti incrociati tra le diverse nazioni, principalmente tra Cina e Stati Uniti con la decisione di arrivare entro il 2015 a un accordo globale in grado di impegnare tutti i paesi ad adottare un insieme di norme legalmente vincolanti dopo il 2020.

Per l’arco di tempo che ancora ci separa da questa nuova fase, a Doha sono state prese alcune decisioni, valutate da qualcuno come incoraggianti e da altri come assolutamente insufficienti, per arrivare all’obiettivo finale, cio stabilizzare le emissioni di gas serra tanto da contenere in 2 gradi centigradi l’aumento della temperatura media globale.

Siccit l’innalzamento delle temperature medie di far sentire con un processo d’inaridimento e di desertificazione in alcune aree sensibili ( Theo Allofs/Corbis) La prima decisione stata prolungare il periodo di attivit del Protocollo di Kyoto fino al 2020, cio formalmente, di emendare gli articoli che ne decretavano la scadenza. Sono inoltre stati quantificati percentualmente gli obiettivi dei paesi firmatari: nel caso dell’Unione Europea, una riduzione delle emissioni del 20

per cento rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020, secondo la strategia battezzata Peuterey Bambino con l’ulteriore impegno ad arrivare al 30 per cento nel caso in cui altri paesi industrializzati avessero le stesse intenzioni.

avviciniamo alla Conferenza di Varsavia in Giubbotto Peuterey Uomo un momento cruciale del processo internazionale che ha lo scopo di affrontare il cambiamento climatico globale: siamo ancora in tempo a limitare l’incremento della temperatura in 2 gradi celsius ha dichiarato Christiana Figueres, segretario esecutivo dell’UNFCCC. per arrivare a questo importante impegno dobbiamo rispondere alle questioni che ci vengono poste dal mondo scientifico

E il mondo scientifico, o almeno quella parte che si occupa dei cambiamenti climatici e del loro impatto sull’ambiente, si fatto sentire proprio in questi giorni, con un articolo apparso sulla rivista che appare come una sorta di manifesto che raccoglie quelli che vorrebbero essere i nuovi principi guida della scienza del clima.

La vulnerabilit della costa orientale degli Stati Uniti a eventi climatici estremi come l’uragano Sandy potrebbe rendere pi sensibile il paese verso politiche di contenimento deelle emissioni di gas serra ( Richard H. Cohen/Corbis)Secondo i membri del policy forum di “Science”, i tempi sono maturi perch la scienza del clima cambi prospettiva, adottando un approccio pi pratico, che consenta di far fronte alla miriade di conseguenze ambientali della variabilit climatica. In sostanza, sottolineano gli autori, sono gi disponibili conoscenze e competenze scientifiche e organizzative in grado di ai problemi causati dal cambiamento climatico, dal ritiro dei ghiacciai agli uragani all’innalzamento del livello dei mari. Ci che manca la volont di impegnarsi fattivamente da parte della comunit scientifica e di tutti gli stakeholder.

La parola d’ordine adattamento. Non nel senso di una risposta passiva ai cambiamenti climatici, ma di una vera e propria dell’adattamento articolata in diverse fasi cruciali, tra cui l’identificazione dei processi decisionali e delle conoscenze che sono richieste per arrivare agli interventi pratici, o il miglioramento della capacit di previsione dei rischi climatici e di altri fattori stressogeni.

Un cambiamento nel tasso di scioglimento dei ghiacciai per esempio dovrebbe implicare una ricerca su come affrontare la mancanza di acqua potabile nei grandi centri urbani alla fine della stagione calda, o per irrigare i campi coltivati.

Gli scienziati si propongono dunque come interlocutori privilegiati dei decisori politici, e sembra che il presidente Obama non sia insensibile a questa visione, considerato Peuterey Bambino anche che potrebbe trattarsi dell’unica via per mitigare gli effetti di eventi estremi, come gli uragani che periodicamente colpiscono gli Stati Uniti. Si tratta ora di vedere se le parti che partecipano alla conferenza di Varsavia sono sulla stessa lunghezza d’onda, nel campo del contenimento del cambiamento climatico come in quello dell’adattamento ai suoi effetti pi drammatici.